Nome scientifico : Larix decidua Mill.
Famiglia : Pinaceae
Caratteristiche macrospcopiche:
Legno a durame molto sviluppato, di color rossastro bruno, nettamente differenziato dall’alburno giallastro, con anelli di accrescimento molto marcati e brusco passaggio fra legno primaticcio e tardivo. Abbondanti canali resiniferi conferenti odore al legno, specie da fresco. E’ il legno di conifera più pesante dopo i pitch-pines.
Caratteristiche microscopiche:
Il passaggio dalle tracheidi a parete sottile del legno della zona primaticcia a quelle a parete molto spessa della zona tardiva non è graduale ma netto. Le pareti delle tracheidi della zona tardiva sono molto ispessite. Generalmente le pareti delle tracheidi verticali non presentano ispessimenti spiralati. Nelle pareti radiali delle tracheidi del legno primaticcio le punteggiature areolate sono spesso disposte in duplice fila.
Canali resiniferi presenti con cellule epiteliali a parete spessa. Nei campi di incrocio con le tracheidi verticali le cellule parenchimatiche dei raggi presentano punteggiature piccole di tipo piceoide in numero di 2-6. Cellule parenchimatiche assiali assenti.
Caratteristiche fisiche e meccaniche:
| Ritiro radiale | Ritiro tangenziale | Ritiro volumetrico |
|---|
| 3,4% | 8,3% | 13,8% |
Le resistenze meccaniche variano con il peso specifico e con il variare del contenuto di umidità del legno.
Per la resistenza a compressione assiale al 12% di umidità si può assumere il valore medio di 545 kg/cmq (legno con più di 5 anelli per cm). Per la resistenza a flessione statica al 12% di umidità si può assumere il valore medio di 1000 kg/cmq (legno con più di 5 anelli per cm).
Impiego del legname:
Il legno di larice non presenta particolari difficoltà alla segagione, tranne il caso in cui la resina, particolarmente abbondante, provoca delle incrostazioni alle lame. Stagiona lentamente con tendenza a svirgolare e a spaccarsi, ma una volta stagionato, in opera muove poco.
La sua grande resistenza agli agenti atmosferici e alle alterazioni da funghi ed insetti lo rende adatto ad impieghi all’esterno, nelle fondazioni delle costruzioni edili, pali di linee elettriche, scandole, infissi e portoni esterni, per rivestimento di baite e case nonché per recipienti per l’industria chimica ed anche doghe per botti. Un tempo il larice veniva sottoposto a resinazione.