Le essenze del tetto in legno lamellare

Le essenze del tetto lamellare

Con il termine essenze si è soliti indicare il tipo di legno che viene impiegato per realizzare un determinato prodotto di falegnameria. Esse si possono dividere in due categorie :

Essenze dure: acero, agrifoglio, bosso, castagno, ciliegio, ebano, faggio, frassino, iroko, mogano, noce, pero, rovere, olmo, pino, tek, palissandro, quercia, ulivo.

Essenze tenere: abete, pioppo, cirmolo, larice.

Essenza di abete rosso

Nome scientifico : Picea Abies Karst
Famiglia : Pinaceae

Caratteristiche macroscopiche:
Legno biancastro a durame indifferenziato, con anelli annuali evidenti, a volte ondulati; in quest’ultimo caso si ha il cosiddetto legno di risonanza ricercato per strumenti musicali.
Vi è un graduale passaggio dalla zona primaticcia a quella tardiva, che è sempre sottile. Presenza di canali resiniferi. Tessitura fine e fibratura diritta.

Caratteristiche microscopiche:
Presenza di canali resiniferi con cellule epiteliali a pareti spesse. Generalmente le pareti delle tracheidi verticali le cellule parenchimatiche dei raggi presentano punteggiature piccole di tipo piceoide, in numero di 2-5 disposte per lo più agli angoli.
Le pareti delle tracheidi radiali presentano minute dentellature. Cellule parenchimatiche assiali pressoché assenti.

Caratteristiche fisiche e meccaniche:

Peso specificoRitiro assialeRitiro radialeRitiro tangenzialeRitiro volumetrico
0,42 (a U=12%)0,3%3,8%8,5%12,7%

Le resistenze meccaniche variano con il peso specifico e con il variare del contenuto di umidità del legno.
Per la resistenza a compressione assiale al 12% di umidità si può assumere il valore medio di 360 Kg/cmq (legno con più di 5 anelli per cm). Per la resistenza a flessione statica al 12% di umidità si può assumere il valore medio di 660 Kg/cmq (legno con più di 5 anelli per cm).

Impiego del legname:
Il legno si lavora bene sia con utensili manuale che con macchine; tiene bene i chiodi e si tinge ed incolla facilmente. Stagiona rapidamente e bene, con poca tendenza a fendersi e si muove poco al variare, entro certi limiti, delle condizioni di umidità ambientali.
E’ abbastanza deperibile e difficile da trattarsi con preservanti per cui per infissi e porte esterne si preferisce usare pino silvestre, il larice o la douglasia. E’ molto impiegato in falegnameria interna, mobilie data la sua assenza di odori, per cassette per cibi. Viene pure ampiamente impiegato per la fabbricazione di pannelli di lana di legno, di fibre, di particelle e per pasta per carta.

Essenza di larice

Nome scientifico : Larix decidua Mill.
Famiglia : Pinaceae

Caratteristiche macrospcopiche:

Legno a durame molto sviluppato, di colo rossastro bruno, nettamente differenziato dall’alburno giallastro, con anelli di accrescimento molto marcati e brusco passaggio fra legno primaticcio e tardivo. Abbondanti canali resiniferi conferenti odore al legno, specie da fresco. E’ il legno di conifera più pesante dopo i pitch-pines.

Caratteristiche microscopiche:
Il passaggio dalle tracheidi a parete sottile del legno della zona primaticcia a quelle a parete molto spessa della zona tardiva non è graduale ma netto. Le pareti delle tracheidi della zona tardiva sono molto ispessite. Generalmente le pareti delle tracheidi verticali non presentano ispessimenti spiralati. Nelle pareti radiali delle tracheidi del legno primaticcio le punteggiature areolate sono spesso disposte in duplice fila. Canali resiniferi presenti con cellule epiteliali a parete spessa. Nei campi di incrocio con le tracheidi verticali le cellule parenchimatiche dei raggi presentano punteggiature piccole di tipo piceoide in numero di 2-6. Cellule parenchimatiche assiali assenti.

Caratteristiche fisiche e meccaniche:

Ritiro radialeRitiro tangenzialeRitiro volumetrico
3,4%8,3%13,8%

Le resistenze meccaniche variano con il peso specifico e con il variare del contenuto di umidità del legno. Per la resistenza a compressione assiale al 12% di umidità si può assumere il valore medio di 545 kg/cmq (legno con più di 5 anelli per cm). Per la resistenza a flessione statica al 12% di umidità si può assumere il valore medio di 1000 kg/cmq (legno con più di 5 anelli per cm).

Impiego del legname:
Il legno di larice non presenta particolari difficoltà alla segagione, tranne il caso in cui la resina, particolarmente abbondante, provoca delle incrostazioni alle lame. Stagiona lentamente con tendenza a svirgolare e a spaccarsi, ma una volta stagionato, in opera muove poco. La sua grande resistenza agli agenti atmosferici e dalle alterazioni da funghi ed insetti lo rende adatto ad impieghi all’esterno, nelle fondazioni delle costruzioni edili, pali di linee elettriche, scandole, infissi e portoni esterni, per rivestimento di baite e case nonché per recipienti per l’industria chimica ed anche doghe per botti. Un tempo il larice veniva sottoposto a resinazione.